HERAT

7 Febbraio 2009 Nessun commento

HERAT-Sorride dolce Leilah, l’assassina. Arrossisce Fatemeh, l’adultera. Si nasconde Guldestan che in un paio di settimane ha perso tutto: papà, mamma, tre sorelle, l’intera rete familiare, probabilmente il futuro. Ha visto il padre uccidere la madre perché sospettava che sotto il burqa covasse il tradimento; ha visto lo zio uccidere il padre per vendicare l’onore della sorella; lei stessa è diventata assassina sparando a quello stesso zio che aveva adottato lei e le sorelle. L’uomo dormiva dopo averla stuprata. Guldestan è in prigione, le sorelline, dai 3 agli 11 anni, in orfanotrofio.

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riflessioni moni ovadia

30 Gennaio 2009 Nessun commento
[Dal quotidiano "L'Unita'" del 17 gennaio 2009 col titolo "Il fardello delle
proprie colpe"]

Nei giorni scorsi sulla "Stampa" di Torino e’ apparso un articolo a firma di
Barbara Spinelli che dovrebbe essere letto da tutti coloro che vivono con
dolore ed angoscia il conflitto che ha come teatro Gaza e i territori
israeliani al suo confine. Lo scritto della Spinelli appassionato e
lungimirante riporta le parole sconcertanti – sicuramente sfuggite ai piu’ -
di un Ehud Olmert insolito riprese da un intervista rilasciata dal primo
ministro israeliano il 29 settembre 2008 a "Yedioth Aharonot", il principale
quotidiano in Israele. In sintesi Olmert nell’intervista invitava la
politica israeliana a concentrarsi sul proprio fardello di colpe, non per
negare le colpe degli altri attori del conflitto, ma per abbandonare la
logica ottusa e ossessiva della forza militare, per ritrovare l’unico vero
valore: la pace, perseguibile solo al prezzo di smantellare le colonie e di
restituire quasi tutti se non tutti i territori, compresa una parte di
Gerusalemme ai palestinesi. Olmert riconosceva anche una certa cecita’
israeliana con questi accenti: "Per quarant’anni abbiamo rifiutato di
guardare la realta’ con gli occhi aperti".
Noi, amici dei due popoli e per questo solidali con i palestinesi non contro
Israele, ma perche’ Israele abbia un futuro di pace e non di gendarme di un
popolo in una gabbia e di signore della distruzione, da lustri cerchiamo di
spezzare le cecita’ di una visione ottusamente nazionalista e succube dei
coloni piu’ estremisti per sollecitare a trovare la via del dialogo anche
con Hamas invece che pretendere di cancellare con la forza una formazione
politica democraticamente eletta.
Molto piu’ efficace sarebbe per contrastare democraticamente Hamas liberare
dalle carceri israeliane Marwan Barghouti, forse l’unica figura di
palestinese laico attualmente in grado di restituire credibilita’ a Fatah e
firmare una pace definitiva con Israele.

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preghiera di un clown

6 Gennaio 2009 Nessun commento

Totò principe de curtis


Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.

Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa’ che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi.

Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.

Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l’unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa’ che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore.

Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamente le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici.

Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa, io li perdono, un pò perchè essi non sanno, un pò per amor Tuo, e un pò perchè hanno pagato il biglietto.

Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura.

C’è tanta gente che si diverte a far piangere l’umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.

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emergency

22 Dicembre 2008 Nessun commento
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calendario

15 Dicembre 2008 Nessun commento
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emercency

11 Dicembre 2008 Nessun commento


Da giugno 2003, nel villaggio di Anabah – valle del Panshir – è operativo un Centro di maternità e ginecologia per fornire assistenza qualificata e gratuita alle partorienti e ai neonati in un’area dell’Afganistan che registra uno dei tassi di mortalità materno-infantile più alti al mondo.

L’Organizzazione mondiale della sanità stima che in Afganistan muoia una donna ogni mezz’ora per problemi legati alla gravidanza; il tasso di mortalità infantile è di 165 bambini ogni 1.000. Le condizioni generali di salute delle donne sono estremamente precarie per la generale inaccessibilità dei servizi sanitari.

Presso il Centro è attivo anche un servizio di assistenza prenatale per prevenire e curare precocemente condizioni patologiche che altrimenti richiederebbero terapie di urgenza.

Per le donne dei villaggi più isolati, è stato avviato un programma di assistenza prenatale itinerante: un’ostetrica locale e una ostetrica internazionale si recano una volta al mese nei Centri sanitari di Emergency appositamente attrezzati per visitare le donne in gravidanza.
Sono i giorni di Eid, la festa piu’ importante del mondo islamico che
ricorda il sacrificio di Isacco e tutto l’Afganistan e’ chiuso per
ferie. Sono chiusi gli uffici pubblici, i negozi, le cliniche private
e anche alcuni ospedali. Non e’ chiuso – naturalmente – l’ospedale di
Emergency nella valle del Panshir che e’ l’unico ospedale disponibile
per la popolazione della valle e dei villaggi vicini, ma i pazienti
chiedono di essere dimessi per festeggiare le feste con il resto della
famiglia e chi arriva al Pronto soccorso chiede di essere curato al
momento e non ricoverato, anche se ne avrebbe bisogno.

Funziona a pieno ritmo, invece, il reparto di maternita’. Ieri sono stati
assistiti due parti naturali di giorno e due tagli cesarei nel corso
della notte. Gulhabar, 30 anni e 5 figli, viene portata in ospedale di
corsa a causa di un sanguinamento. Ha gia’ subito un taglio cesareo
due anni fa e presenta una placenta previa: il parto per via vaginale
potrebbe mettere a rischio la salute sua e del bambino percio’
Cristina, la ginecologa, decide di procedere al secondo cesareo. In
mancanza del marito, che e’ lontano dalla valle a lavorare in un
cantiere, si chiede il consenso all’intervento ai parenti. Breve
consultazione nella sala d’attesa e il cognato da’ l’assenso a nome
della famiglia. Alle 01.36 nasce un bambino di 3.620 chilogrammi che
non ha ancora nome, com’e’ consuetudine da queste parti. Fra qualche
giorno torneranno a casa a celebrare con il resto della famiglia la loro
festa.

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molli

24 Novembre 2008 Nessun commento
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sandro curzi

22 Novembre 2008 Nessun commento
Sandro Curzi ci ha lasciati. Veniva dalla Resistenza. E’ stato un comunista romano e in questo mondo, grande e popolare, ha vissuto intensamente. Questo mondo ha interpretato con una scelta di vita con la quale ha attraversato, da protagonista, il lungo e tormentato dopoguerra italiano. E’ stato un uomo di parte, un partigiano aperto al mondo e agli altri, curioso anche degli avversari”.

Lo afferma l’ex leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti nel messaggio inviato alla famiglia di Sandro Cirzi.

”E’ stato un giornalista militante di lungo corso, ha attraversato esperienze vissute come tappe di un percorso aperto al futuro. Noi lo ricordiamo per vicinanza particolare come direttore della nostra ‘Liberazione’, ma il paese lo ricordera’ come servitore leale e coraggioso del servizio pubblico radiotelevisivo per il quale ha lavorato con la passione e l’intensita’ di sempre fino all’ultimo giorno.

Lo abbiamo sentito sempre vicino, gli abbiamo voluto bene.

Sandro Curzi ha combattuto la giusta battaglia, ora che la sua affascinante storia e’ conclusa, gli sia lieve la terra.

A te Bruna, sua compagna di vita, alla sua cara Candida, un abbraccio forte dell’amico Fausto Bertinotti”.

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anche in Italia vogliono toglierci il diritto a esistere

17 Novembre 2008 Nessun commento

Shamsia, sfigurata perché va a scuola
"Non mi arrendo, voglio studiare"

 

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mostra

31 Ottobre 2008 Nessun commento
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